SANTA MARIA DI LEUCA

Santa Maria di Leuca è una frazione di 1.263 abitanti del comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce, nel Salento meridionale.

Rinomata località turistica, è il centro abitato posto più a sud dell’intera provincia. Per la sua bella e luminosa posizione era già conosciuta sin dall’antichità: i naviganti greci provenienti dall’Oriente le diedero il nome Leukos, illuminata dal sole.

Monumenti e luoghi di interesse

Basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae

La basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae è una basilica minore ed un santuario di Castrignano del Capo, situata nella frazione di Santa Maria di Leuca: è così chiamata in quanto si trova all’estremità sud orientale della penisola italiana.

Si tramanda che san Pietro in viaggio per Roma fece tappa a Leuca e da allora il tempio dedicato alla dea Minerva, posto sul promontorio japigeo, diventò un luogo di culto cristiano e uno dei principali centri di pellegrinaggio dell’età antica e medievale.

La devozione dei fedeli verso la Madonna di Leuca ha origine antica: si parla di un grande miracolo che avrebbe salvato i pescatori il 13 aprile del 365 da una burrasca.

L’attuale struttura fortificata della chiesa venne costruita tra il 1720 e il 1755 da monsignor Giovanni Giannelli per resistere ai numerosi e ripetuti attacchi da parte dei predatori turchi e saraceni.

Dal 7 ottobre 1990 il santuario è stato eletto a Basilica minore.

L’interno del santuario è a unica navata con sei altari laterali. Sull’altar maggiore è collocato il dipinto della Madonna con Bambino detto “Madonna de finibus terrae, di Jacopo Palma il Giovane.

All’interno della chiesa, sul lato destro dell’ingresso, un grosso masso monolitico è noto come “Ara a Minerva”, testimonianza del culto pagano nel luogo. Sul lato sinistro, è posta una targa in bronzo a commemorazione dell’equipaggio dell’incrociatore francese Léon Gambetta, affondato al largo di Leuca la notte del 26 aprile 1915 con circa 700 uomini.

Il faro di Leuca

Situato a pochi passi dalla piazza della Basilica Santa Maria de Finibus Terrae, il Faro di Leuca sovrasta la piccola cittadina, offre la possibilità di ammirare un fantastico panorama, ed è il punto di riferimento, oggi come in passato, dei naviganti che solcano le acque del mediterraneo e si avvicinano alle coste salentine.

L’altezza del faro, che è precisamente di 48,60 metri, si somma a quello del territorio sopraelevato su cui si poggia, che è di 102 metri sopra il livello del mare. Facile immaginare quindi, una volta saliti sul terrazzo circolare del faro, cosa ci si possa trovare di fronte: un blu infinito, una vista illimitata sul mare, interrotta solo dalla linea dell’orizzonte e dai giochi di luce creati dal sole, un immenso senso di pace e di ammirazione verso la natura. Se si è particolarmente fortunati, nei giorni di aria limpida, lo sguardo arriva a sfiorare le coste greche e i Monti Acrocerauni, situati al confine tra Albania e Grecia. La struttura, totalmente bianca e dalla forma ottagonale, fu progettata dall’ingegnere Achille Rossi e azionata per la prima volta il 6 settembre 1866, sostituendo la vecchia costruzione che sovrastava Punta Meliso e voluta da Federico II, cioè una torre anticorsara. L’interno della torre è caratterizzato dalla presenza di una lunga scalinata, composta per l’esattezza da 254 scalini, che permette la salita sino alla gabbia dell’apparato di proiezione.

La lanterna, che emana in particolari condizioni metereologiche un fascio di luce visibile sino a 50 Km di distanza, ha il diametro di 3 metri ed è dotata di 16 lenti, di cui 10 oscurate, per permettere la giusta alternanza di segnali luminosi bianchi e rossi. Questi hanno l’incombenza di segnalare le giuste informazioni ai naviganti, fra cui la presenza di pericolose secche presenti nel mare di Ugento. Attualmente il faro emana 3 fasci di luce ogni 15 secondi, ed è attivo dal tramonto fino all’alba.

La Cascata Monumentale

L’apertura della Cascata Monumentale di Santa Maria di Leuca è un’opera imponente incastonata nella roccia e circondata dalla natura, che rende ancora più suggestiva la punta più estrema del tacco dello Stivale, già affascinante di suo.

Inserita «tra le più belle d’Italia», la cascata “attira” numerosi salentini e stranieri che si spingono fino alla ‘finibus terrae’, per vivere un’esperienza unica e speciale. Già, perché l’opera terminata nel 1939 si mostra al pubblico in rari casi, regalando uno spettacolo unico e suggestivo. Rappresenta l’ultimo tratto di un progetto ancor più maestoso, quello dell’acquedotto pugliese, durante gli anni del Regime: l’acqua, che attraversa tutta Puglia, arriva al Santuario, dove viene simbolicamente benedetta e restituita al mare. Alla fine dell’imponente scalinata, si leva in alto la colonna romana monolitica, fatta portare da Benito Mussolini. Alla cerimonia di inaugurazione era atteso anche il Duce, ma a Leuca non giunse mai. Rimase a Roma perché si era alla vigilia del secondo conflitto mondiale.

Il sistema di illuminazione studiato ad hoc, poi, rende il tutto ancor più incantevole.

La Torre dell’Omomorto

La Torre dell’Uomo Morto o Torre dell’Omomorto è una delle centinaia di torri che si trovano con cadenza regolare lungo tutta la fascia costiera salentina. Oltre che come elementi di difesa, tali torri servivano soprattutto ad avvistare l’eventuale presenza e avvicinamento delle navi dei Turchi, che per lungo tempo hanno invaso Otranto e altre aree della penisola salentina, e a dare l’allarme verso l’entroterra attraverso segnali luminosi che venivano immediatamente trasmessi da una torre a quella successiva.

La Torre dell’Uomo Morto si trova all’inizio del Lungomare Cristoforo Colombo e risale al XVI secolo ad opera di Andrea Gonzaga. Possiede base troncoconica e sopra il cordolo si sviluppa cilindrica con terrazzo dotato di merloni per la postazione delle artiglierie. Viene comunemente assegnata al genere delle torri “a martello”, ma ha una peculiarità: al posto della cannoneria, alla base, si trova una porta. La denominazione Uomo Morto è dovuta ad alcune ossa umane ritrovate al suo interno. Sfortunatamente è in degrado e non ci sono lavori di ristrutturazione in corso.