feste patronali del salento

Feste patronali del Salento

Nel Salento, le feste patronali dedicate ai santi protettori delle città sono molto sentite e in quasi tutti i paesi del territorio, sia grandi che più piccoli, in questo modo, si mantengono vive le tradizioni le quali permettono, ad ogni città, di travestirsi per alcuni giorni con mille luci e feste con le cosiddette luminarie.

Gli addobbi luminari vengono strutturati a formare delle lunghe gallerie di luce, sotto cui la gente passa, tra le altrettanto tradizionali “bancarelle” in cui si vendono le cose più svariate: cibi tradizionali, caramelle e dolci, utensili per la cucina, gioielli di bigiotteria, giocattoli, vestiti, attrezzi particolari e così via. A conclusione delle feste, poi, si può assistere ad un suggestivo spettacolo di fuochi d’artificio.

Infine, sentita è anche la processione in onore del Santo protettore, in cui solitamente si accompagna la statua verso la sistemazione in Chiesa per essere contemplata e pregata da tutti i fedeli.

Andiamo a vedere quali sono alcune delle feste patronali più grandi e incantevoli della Provincia.

Feste patronali: Sant’Oronzo a Lecce

Il 24, 25 e 26 agostoLecce è in festa: è in questi giorni, infatti, che si celebra il Santo patrono della cittàSant’Oronzo (insieme a San Giusto e a San Fortunato, i compatroni del capoluogo salentino).

Il motivo per il quale questo Santo è stato consacrato come Patrono della Città è molto significativo. Secondo la tradizione popolare, infatti, Sant’Oronzo nel 1656, durante una terribile epidemia di peste che affliggeva il territorio salentino, ha offerto una grazia alla città, debellando completamente questo virus letale che già aveva mietuto parecchie vittime. L’intervento del Santo, vescovo originario proprio di Lecce, salvò la città dall’epidemia e, pertanto, viene omaggiato ogni anno con una Festa davvero caratteristica.

La festa inizia il pomeriggio del 24 agosto: le maggiori cariche dell’amministrazione locale e le confraternite religiose si riuniscono sul sagrato del magnifico Duomo di Lecce, assieme ai fedeli e ai cittadini curiosi. Inizia da qui, e si protrae per tutte le vie principali del centro, la processione che apre le celebrazioni.

Le statue dei Santi Patroni, la statua d’argento di Sant’Oronzo in testa, sono portate in processione dai fedeli ed attraversano tutta la città, accompagnate da canti religiosi e preghiere, che si alternano alle musiche della banda. Al termine della processione, i presenti potranno ammirare il tradizionale spettacolo pirotecnico, in un’atmosfera di gioia folcloristica imperdibile. La popolazione si riversa nelle strade della città, in un contesto che mescola il sacro e i riti tradizionali. La processione si conclude con la messa solenne tenuta dal vescovo.

La città intera si illumina per il Santo festeggiato: l’arredo urbano viene decorato con luminarie complesse, scenografie particolari e bancarelle. Tutta Lecce viene coinvolta nei festeggiamenti: gli spettacoli pirotecnici e musicali portano la festa in ogni angolo della città. Sono programmati concerti di musica leggera e della banda cittadina.

Da non perdere è la prelibatezza gastronomica tradizionalmente proposta durante queste giornata: i galletti di primo canto, che sono cucinati per quest’occasione, insieme alla gustosa “melanzanata di Sant’Oronzo”, gustoso tortino a base di melanzane e carne.

Festa di S. Oronzo: si chiude con Renzo Arbore e i fuochi d'artificio | Leccezionale Salento

 

Feste patronali: Sant’Antonio Abate a Novoli

Dal 15 al 18 Gennaio va in scena l’evento clou dei novolesi, la festa più conosciuta ed apprezzata sia perché coincide con la prima festa dell’anno sia per il suo ricco cartellone di appuntamenti.

Evento principale di questa manifestazione invernale è la fòcara, monumento di ingegneria agraria formato da decine di migliaia di fascine di tralci di vite, che superano l’altezza ed il diametro di venti metri. Questo “edificio” viene acceso con un tripudio di fuochi pirotecnici la sera del 16 gennaio.

Ricchissimo, inoltre, è il cartellone di eventi che accompagnano questo tradizionale rito di passione popolare: spettacoli musicali, mostre e rassegne enogastronomiche, incontri e dibattiti culturali, presentazioni di libri e proiezioni video, rassegne di fuochi pirotecnici, artistiche esposizioni di luminarie. Tutto contribuisce a calamitare l’attenzione di centinaia di migliaia di visitatori provenienti dai paesi del circondario e dall’intero Sud Italia, oltre che delle principali testate giornalistiche sia nazionali che straniere (National Geographic, Nippon Press, Ansa e Adnkronos).

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Feste patronali: Santa Domenica a Scorrano

Questo evento si svolge dal 5 al 7 Luglio. La tradizione negli anni e soprattutto la devozione dei cittadini scorranesi hanno portato questa festa ad essere una delle più importanti del sud Salento.

Grazie alla maestosità di strutture in legno arricchite di giochi luminosi, migliaia di persone arrivano in questo comune per ammirare le centinaia di lampadine (ormai rimpiazzate da led) che creano giochi di luce dal forte impatto visivo.

Piazza Vittorio Emanuele e le vie principali del paese vengono ricoperte da queste luminarie sin dal giorno della vigilia e cambiano la morfologia stessa del centro abitato. Durante il giorno della celebrazione (6 luglio), il culmine del rito religioso è rappresentato dalla processione della mattina che vede tutta la cittadinanza coinvolta.

A conclusione della suddetta processione il rito di consegna delle chiavi da parte del sindaco alla Santa nei pressi della Porta Terra (meglio nota come arco di Santa Domenica). Una gara pirotecnica durante il pomeriggio fa da cornice ad un folto mercato di svariati prodotti che già dalle prime ore del mattino riempie piazza e vie principali.

Nella serata sempre del 6 luglio, lo spettacolo di queste luci nel cielo continua con un grandioso spettacolo pirotecnico che da qualche anno a questa parte viene associato alla musica (giochi piromusicali). Diventa una rarità il momento in cui la musica si fonde col gioco di luci creando un ritmo con la musica stessa.

Negli ultimi anni, le luminarie si stanno trasformando in delle vere e proprie opere arte (spesso, infatti, queste luci riproducono edifici come la Tour Eiffel, Il Colosseo, La torre di Pisa ecc)

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Feste patronali: Santi Martiri a Otranto

Ad Otranto, tra il 13 e il 14 di agosto, ogni anno, si svolgono i festeggiamenti in onore dei Beati Martiri Idruntini, patroni insieme a San Francesco della bella cittadina di Otranto.

Il primo giorno dei festeggiamenti vede la presenza di autorità sia civili che religiose.

In questo primo momento di commemorazione dell’eccidio compiuto per mano dei turchi nel 1480 ai danni di 800 otrantini che vennero decapitati sul colle della Minerva, viene deposta una corona di fiori sul monumento che ricorda il sacrificio dei martiri, in piazza degli Eroi.

Nel secondo giorno, invece si tengono le celebrazioni religiose dell’evento, si inizia con la Santa Messa, celebrata in maniera solenne dall’Arcivescovo e la giornata prosegue con la processione pomeridiana dell’urna con le ceneri dei martiri  per le vie di Otranto.

La cittadina di Otranto è vestita a festa con le luminarie che accendono di colore le vie principali della cittadina.

Girando tra le bancarelle che espongono diversi prodotti, è possibile degustare i dolci tipici come la cupeta, un croccante con mandorle, e i mustaccioli o mustazzoli biscotti al cioccolato molto speziati.

I festeggiamenti per i Santi Martiri di Otranto raggiungono il loro apice con i fuochi artificiali del 14 Agosto, infatti dopo la mezzanotte inizia lo spettacolo pirotecnico più atteso, sia in aria che nell’acqua.

Itinerario culturale delle sagre e delle festivita' tradizionali del Salento

 

Feste patronali: San Rocco a Ruffano

Nella calda notte di Ferragosto a Torrepaduli di Ruffano si tengono i festeggiamenti in onore di San Rocco, che conservano intatto il fascino della tradizione. Dentro il santuario i devoti di San Rocco gli chiedono grazia o lo ringraziano per il miracolo ricevuto.

Nella piccola cappella continuamente si recitano lodi e preghiere, si bacia ardentemente e si accarezza il simulacro ligneo del Santo che lo rappresenta come un giovane pellegrino, con ai suoi piedi un piccolo cane che gli lecca la piaga sulla gamba, provocata dalla peste. È questo forse l’aspetto più spontaneo e squisitamente devozionale che non si è mai perso, che continua di anno in anno come succede da secoli. Fuori dalla cappella, invece, si svolge l’aspetto più magico e spettacolare: sotto il ritmo incalzate dei tamburelli si svolge la nota “danza dei coltelli”. Si comincia alle 23, dopo che la statua del Santo è rientrata nella sua chiesa, per durare fino alle 5 del mattino seguente, quando al primo suono delle campane si annuncia la prima Messa: così l’aspetto religioso prende nuovamente risalto rispetto a quello profano.

La “danza dei coltelli” consisteva appunto in un duello di coltelli, danzato a ritmo della pizzica salentina. La sfida avveniva fra le comunità Rom per la contesa del territorio e delle mercanzie, aspetto quindi che in origine non apparteneva propriamente alla popolazione torrese e ruffanese. Ora questa tipica manifestazione è simulata come svago.

Da tradizione, durante i festeggiamenti, sono ancora numerosi i pellegrini che amano acquistare un ventaglio con l’effigie del Taumaturgo e le zagareddhe (nastri multicolori) con cui adornare biciclette, moto e i riccioli dei bambini, portati a spalla tra la calca della fiera.
Un tempo, i fidanzati, non mancavano di comperare il cuore (un dolce con l’immancabile foto) per le fidanzate; ma non trascuravano neanche le suocere, offrendo loro la tradizionale e gustosa copeta (un tipo di ottimo torrone, di zucchero caramellato e mandorle locali tostate).

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